Pubblicato dal “Wolfsburger Nachrichten” il 25 Febbraio 2016. Testo di Hans Karweik.

“La modernità. La modernità di questa città è la cosa che ci ha sorpresi e impressionati di più”, tira le somme, la professoressa De Santis, che con 59 studenti di architettura dell’Università di Firenze, è a Wolfsburg da lunedì sera. Hanno visitato degli edifici importanti come il “Phaeno” e il Teatro ma anche dei quartieri residenziali e dei risanamenti a Detmerode.

Mercoledì mattina sono tutti seduti in piccoli gruppi intorno a grandi tavoli nel Kulturhaus di Alvar Aalto per discutere dei loro progetti per il WOLFSBURG AWARD for urban vision 2016, un concorso di idee che il Comune di Wolfsburg ha ideato per i progetti innovativi degli studenti.

Innovazione che i giovani studenti italiani hanno trovato dal museo della scienza di Zaha Hadid (Phaeno) al Teatro di Hans Scharoun e il Kulturhaus di Alvar Aalto. “Un’architettura così grandiosa e di queste dimensioni non ce la saremmo aspettata!”, dice Adele Meucci, mentre Silvia Conforte si riferisce ai quartieri residenziali, specialmente Detmerode con i “palazzoni” come “Don Camillo e Peppone”. “È sbalorditivo e affascinante come questa città si è formata e si è sviluppata senza un centro” –  dice Gabriele Pellegrini – tutto in relazione al successo economico della Volkswagen.

È vero. Solo venti anni dopo la fondazione della città si è formato per la prima volta un Municipio. L’edilizia abitativa era, ed è ancora, un grande problema a Wolfsburg. E per questo gli studenti fiorentini hanno guardato con molta attenzione anche i quartieri residenziali. Sono stupiti dalla modernità, dell’ edificazione e dalla vicinanza della foresta alla città, come anche dalla presenza della natura. “In Italia tutti vogliono abitare nel centro. Qui è diverso.”, dice Gabriele Pellegrini.

“A Firenze, che è molto conosciuta per I suoi giardini (Giardini di Borboli), non ci sono così tanti spazi verdi pubblici”, conferma Maria De Santis. Wolfsburg aumenta così il valore delle sue zone residenziali. Come futuri architetti gli studenti vedono chiaramente anche i punti deboli di questa città; riconoscono il grande ampliamento/trasfigurazione della città con l’alta richiesta di spazi per le auto.

Ma si accorgono anche degli aspetti speciali: secondo l’architetto Tommaso de Sando, anche la periferia è inclusa nella città. “Per tante città italiane le periferie sono sinonimo di degrado; solo luoghi lasciati ai margini, quindi la loro architettura è trascurata. Spesso la discrepanza dei centri storici dai quartieri nuovi si riconosce già dal treno o dall’autostrada. A Wolfsburg le cosiddette periferie sono delle isole ben definite nei loro margini e funzionano autonomamente come delle “città-satellite”.

Tommaso de Sando è un architetto che da un anno lavora per la “Neuland” di Wolfsburg (società di abitazioni e progettazione). Quando Wolfsburg ha bandito il nuovo concorso, ha invitato la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze. Con successo, perché fra poco, 59 studenti sottoporranno le loro proposte, e la dinamicità della modernità di questa giovane città industriale potrebbe ricevere dei nuovi impulsi.

Workshop a Wolfsburg per 59 studenti del Dida, della prof Maria De Santis e dell’arch Tommaso de Sando. Oltre alle...

Pubblicato da DIDA su Venerdì 1 aprile 2016
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