Pubblicato il 21 Dicembre 2016

Università degli Studi di Firenze. Tesi di Laurea Magistrale in Architettura

Titolo
Ri-abitare le periferie: riflessione sulla grande dimensione dell’edilizia residenziale degli anni ’60

Studente
Stefano Ciolli

Relatore
prof. Maria De Santis

Correlatore
arch. Tommaso de Sando

Anno Accademico
2015/2016

La tesi affronta una delle principali tematiche con cui si dovranno confrontare nell’immediato futuro le città del mondo, e cioè la riqualificazione funzionale, sociale ed urbanistica delle periferie.

In questa tesi si intende studiare approfonditamente la relativamente nuova problematica delle periferie degli anni cinquanta e sessanta nate per far fronte alla grande ondata migratoria verso le città. Le periferie moderne sono state progettate spesso in maniera sistematica, in cui la mancanza di dati e di tecnologie utili a produrre le necessarie conoscenze (e ad elaborarle) hanno dato luogo a una pianificazione effettuata sulla base di un’interpretazione compartimentata dell’organismo urbano.

In questa periferia troviamo una massiccia presenza di edilizia residenziale che nella progettazione non è mai stata accompagnata da una adeguata dotazione di servizi ed in cui, spesso, le problematiche maggiori si legano agli edifici o ai complessi edilizi di maggior dimensione. È proprio in questi oggetti urbanistici, infatti, in cui si trovano generalmente le situazioni di degrado e quindi al concetto di periferia stessa associamo comunemente un’immagine non positiva, di distanza, di anonimato e di degrado.

L’edificio oggetto della tesi è lo Stufenhochhaus, cioè edificio a gradoni, che si trova a Wolfsburg, nel quartiere di Detmerode. La scelta di Wolfsburg come luogo d’intervento è dettata dal fatto che, dalla sua nascita fino ad oggi è sempre stata una città dalle caratteristiche molto particolari: nata per volere politico nel ventesimo secolo, cresciuta esponenzialmente in città fabbrica e, negli anni recenti, ancora in cerca della propria identità. In questo contesto di dinamismo urbanistico le periferie di Wolfsburg, nate per ospitare gli operai della Volkswagen, oggi sono quartieri in cui si percepisce un senso di forte distanza, di anonimato, di periferia, in cui la presenza di edifici sproporzionati aumenta ancora di più il senso di alienazione rispetto al resto della città, ergendosi come simboli di abbandono e degrado.

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